Nata a Bienno, in provincia di Brescia, il 18 gennaio 1847 Caterina Comensoli rivela fin da bambina la sua sensibilità eucaristica, ricevendo la prima Comunione a soli sette anni. Cresciuta nella Compagnia di Sant'Angela Merici, intorno ai vent'anni inizia a lavorare come domestica. Nel frattempo matura uno sguardo attento ai bisogni educativi della società del suo tempo. Guidata da un sacerdote bergamasco, don Francesco Spinelli, intorno alla fine degli anni Settanta matura un progetto: creare un istituto di suore votate all'educazione femminile che trovino nell'Eucaristia la propria fonte.

Pare che i rovesci di fortuna le diano una marcia in più, in certi momenti della vita. Caterina (così è stata chiamata alla nascita) vive un’infanzia tranquilla e con un connotato singolare: la sua precoce sensibilità eucaristica, grazie alla quale riceve la Comunione già verso i sette anni. Da ragazza entra nella Compagnia di Sant’Angela Merici, che cura l’istruzione religiosa delle iscritte. Intorno ai vent’anni, difficoltà economiche la portano a lasciare Bienno per Chiari (Bs) dove fa la domestica per un anno. Poi la troviamo a San Gervasio d’Adda come dama di compagnia di una gentildonna, la contessa Fé-Vitali. È ormai una giovane donna ricca di talenti naturali e con un’attenzione crescente per le necessità educative del mondo femminile. Già a San Gervasio parla del progetto che porta in cuore a un intraprendente sacerdote bergamasco, don Francesco Spinelli.

Nel 1879 l’idea si precisa: creare un istituto di suore votate all’educazione femminile, con forte ispirazione eucaristica. Poi la fondazione si fa nel 1882, sempre col sostegno finanziario di don Spinelli: nascono le Suore Sacramentine e lei prende il nome di suor Gertrude. In diocesi l’iniziativa è bene accolta: una famiglia religiosa di questo tipo è necessaria e utile. Dopo la prima casa a Bergamo se ne aprono altre in Lombardia.

Ma poi c’è un crollo: vanno in dissesto certe iniziative economiche di don Spinelli, su cui si reggeva l’Istituto, e per suor Gertrude sembra imminente la rovina di tutto. Le suore devono andarsene da Bergamo, quasi come esiliate, e trovano rifugio in diocesi di Lodi. Ma soprattutto hanno Gertrude, con la sua energia tranquilla, e quando tutto sembra finito, ecco arrivare invece il riconoscimento diocesano per le Sacramentine. Poi, la rivincita: il ritorno a Bergamo nella casa di prima, bene accolte, festeggiate, necessarie...

L’Istituto ottiene il riconoscimento pontificio nel 1906, e Gertrude non può vederlo, muore prima. Ma ha fatto in tempo a completare le regole, che portano le Sacramentine a espandere la loro attività in Alta Italia. Nel 1989 Giovanni Paolo II beatifica questa Fondatrice, che ora riposa nella Casa generalizia di Bergamo.
 
 

 
 
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